acquistare casa: checklist

La prima domanda da porsi, secondo me, è questa: sono andato a vedere una casa perchè ho intenzione di comprarne una o perchè posso effettivamente comprarla? Lo so, non è un dolce inizio, ma è importante. Fatta salva l’ipotesi di acquisto grazie a risparmi o altro, quindi non tramite accensione di mutuo, se non si ha capacità reddituale, la favola non può avere lieto fine! Prima di tutto, prima di ogni documento, anzi prima ancora della visita, è più utile effettuare uno studio di fattibilità così da iniziare la ricerca sapendo già la cifra massima che si avrà a disposizione.

Detto questo…

Uno: verifica della proprietà immobiliare. Partiamo dalla “visura catastale storica” dove sono indicati gli intestatari dell’immobile (attuali e precedenti) e le indicazioni su eventuale comunione o separazione dei beni (seguirà certificato di famiglia), percentuale di proprietà, eventuale usufrutto o meno, e così via; nonchè la provenienza dell’immobile (farsi rilasciare copia), ossia se i proprietari sono tali, ad esempio, per atto pubblico di compravendita, ricongiungimento usufrutto, successione, divisione, donazione (in questo caso, verificare se sono passati 20 anni dalla donazione o 10 dalla morte del donante). Controllo di eventuali ipoteche iscritte sull’immobile, eventuale presenza di mutui o altre trascrizioni pregiudizievoli (effettuare quindi anche una “visura ipotecaria”).

Due: controllo della regolarità di tutta la documentazione urbanistica. Verifica quindi dell’esistenza del permesso di costruire (ovvero licenza edilizia o concessione edilizia) completo di eventuali permessi in sanatoria o condoni edilizi, del relativo accatastamento e del certificato di agibilità (o abitabilità) che attesta la sussistenza di determinati standards igienici, sanitari e di sicurezza (a proposito, è bene controllare anche che gli impianti dell’immobile siano a norma!); verifica della conformità dello stato dei luoghi con la planimetria (i muri, i tramezzi e le finestre devono essere dove indicato in pianta e le misure devono corrispondere!) e dell’assenza di abusi edilizi (con la possibilità o meno di poterli sanare se presenti). Se si acquista un immobile con terreno, e quest’ultimo ha una superfice superiore a 5.000 mq, allora è necessario anche il certificato di destinazione urbanistica.

Tre: richiesta dell’attestato di prestazione energetica (APE). Senza non è possibile rogitare!!! Va prodotto sin dal momento della trattativa e ha validità 10 anni. Per gli attestati redatti prima del 06/06/2013 si parla di attestato di certificazione energetica (ACE) e, se ancora valido, non è necessario che venga sostituito con l’APE.

Quattro: in caso di condominio, verifica dell’eventuale regolamento condominiale (obbligatorio se il numero dei condomini è superiore a dieci) e presa visione delle ultime delibere così da conoscere soprattutto la situazione relativa alle spese. Il giorno del rogito, dovrà essere prodotta la cosiddetta liberatoria condominiale, ossia quel documento che attesta la situazione dell’attuale condomino (questo perchè per gli ultimi due anni, in caso sia debitoria, le somme potrebbero essere richieste al nuovo acquirente!).

Cinque: l’immobile è libero o locato? Richiedere una copia dell’eventuale contratto di locazione.

Con questi cinque punti, salvo casi particolari, si rogita.. e serenamente! Ovviamente non si improvvisa. La checklist è specifica ed è per questo che il mercato richiede sempre maggiore professionalità. Non fate da soli! E’ un consiglio spassionato. Ad majora!

articolo già postato su LinkedIn

Pubblicato da Sara Di Censo

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