5 motivi per comprare casa a.. Campo Di Giove (AQ)

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1. emozione natura

Arrampicato tra vette e gole alle pendici occidentali della Majella, il territorio di Campo Di Giove rientra per più del 90% nel bellissimo Parco Nazionale della Majella ed è caratterizzato dalla presenza di lussureggianti faggete, pascoli montani, rigogliose pinete e boschi profumati in cui si possono trovare funghi, fragoline e nocciole e scoprire la straordinaria ricchezza di flora e fauna specifiche della zona. Non a caso a Campo di Giove è stato costruito il PineCube©, un osservatorio per il paesaggio e la fauna tra i più esclusivi d’Italia.

Provate ad immaginare una serata d’autunno a Campo Di Giove: la poetica policromia delle montagne tutt’intorno, il profumo della terra umida, un calice di Montepulciano d’Abruzzo accompagnato ad un pezzetto di pecorino nostrano e salsicce “pazze” (prodotte con i resti della lavorazione del maiale), mentre fuori, in lontananza, si avverte il bramito dei cervi in amore.

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2. passione montagna

Inserito nella Comunità Montana Peligna, Campo di Giove è senza dubbio la meta ideale per gli amanti della montagna: è il punto di partenza per le vette del Porrara (2.137 m), della Tavola Rotonda (2.405 m), del Monte Amaro (2.795 m) e del Monte Coccia (1.652); lungo quest’ultimo percorso è possibile deviare brevemente per l’Eremo della Madonna di Coccia, una chiesa rupestre edificata su un’antica mulattiera intensamente utilizzata da pastori e pellegrini. Non mancano percorsi pianeggianti che si prestano a passeggiate, equitazione, mountain bike ed escursioni guidate nel parco. Inoltre, il comune è dotato di impianti sciistici che salgono fino a 2.360 metri s.l.m., sui pendii della Tavola Rotonda, risultando gli impianti più elevati degli Appennini.

Provate ad immaginare una mattina di primavera a Campo Di Giove: l’aria fresca e pura che risana i polmoni, il canto degli uccellini tra gli alberi verdeggianti, l’aroma dei fiori sbocciati nei prati e sul vostro tavolo un’invitante colazione a base di pizzelle e dolci del vescovo con vista bosco.

3. magico natale

In occasione del Natale, a Campo Di Giove si allestiscono i caratteristici mercatini: nel centro del paese (Piazza Duval e Palazzo Nanni) vengono collocate delle casette di legno dedicate, che ospitano un gran numero di espositori con prodotti rigorosamente fatti a mano, nonché prodotti gastronomici del territorio; il tutto accompagnato da musica natalizia e dalle divertenti iniziative di intrattenimento sia per grandi che per piccoli. La magia dei mercatini è ulteriormente avvalorata dalle corse effettuate sulla Transiberiana d’Italia – o Ferrovia dei Parchi – dal treno storico (locomotiva diesel d’epoca e carrozze degli anni Trenta “Centoporte”) per iniziativa di Fondazione Fs italiane: il treno parte da Sulmona (raggiungibile comunque in automobile in circa 25 minuti) e percorre un itinerario mozzafiato, risalendo la Valle Peligna, facendo sosta proprio a Campo Di Giove e Roccaraso (raggiungibile in automobile in meno di mezz’ora) e raggiungendo quasi i 1300 metri di quota. Parlando del Natale, non si può non ricordare infine il tipico presepe vivente, per il quale il centro storico si presta perfettamente, un esempio di architettura montana abruzzese tra i più significativi della zona.

Non è difficile immaginare un pomeriggio d’inverno a Campo Di Giove: l’atmosfera folclorica dei vicoli antichi, la placidità del paesaggio innevato, il tepore di un camino accesso che, insieme alla flagranza di una polenta al sugo fumante, ristora le fatiche delle risalite montane.

4. villaggio vivace

Campo di Giove, come si può facilmente intuire, è un’apprezzata meta turistica sia durante il periodo invernale sia durante quello estivo, ideale per tutte le fasce d’età: offre un po’ di tutto, dai campi da calcio e tennis al parco avventura “Maja Park”, dai pub, ristoranti e pizzerie ai negozi caratteristici, fino ad arrivare alle feste in piazza, spesso accompagnate da canti e balli tradizionali. Tra le occasioni più sentite, ricordo in particolare la festa patronale di San Eustacchio e San Rocco, dal 19 al 21 settembre, la cui particolarità è che un tempo era celebrata per ricordare la transumanza, ovvero il momento in cui i pastori, al termine dell’estate, erano soliti trasferire le greggi in Puglia, seguendo i tratturi. Inoltre, Campo Di Giove è una delle tappe principali del Freedom Trail – “Il Sentiero della libertà” -, un trekking di circa 60 Km, di livello escursionistico sui sentieri della Majella, che ripercorre la via di fuga di migliaia di prigionieri alleati e di giovani italiani che lottarono per la liberazione d’Italia, divisa dalla Linea Gustav dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943.

Provate ad immaginare una notte d’estate a Campo Di Giove: uno sfolgorante cielo stellato, i grilli che cantano tra i prati, l’entusiasmo e le risate dei turisti, il profumo degli arrosticini e della carne dei pascoli arrosto, digeribili con una piccola dose di genziana o ratafia abruzzese.

5. una storia antica

Non si possiedono notizie certe sulle origini di Campo Di Giove; quel che è sicuro è che è antichissimo: sin dai tempi dell’Impero Romano, era considerato un luogo strategico di passaggio e sosta. I primi documenti risalgono al XII secolo quando divenne un feudo fortificato dell’Abbazia di San Vincenzo al Volturno: è quindi il Medioevo ad aver lasciato la traccia più visibile. Tra gli edifici caratteristici, si ricordano:

Palazzo del Castello; costruito nel XVI secolo, fu abitato principalmente dalle famiglie Cantelmo e Caldora, che si susseguirono nel corso dei secoli al controllo di Campo Di Giove.

Casa Quaranta; tipico esempio di casa con “vignale” (pianerottolo con scala sul quale si affaccia l’ingresso, tipico dell’architettura abruzzese) risalente al XV secolo, oggi è sede del Museo delle Tradizioni Locali.

Palazzo Nanni; probabilmente settecentesco e restaurato nel secolo scorso, ospita al suo interno una sala conferenze, una biblioteca e la sede operativa del Parco Nazionale della Majella.

Chiesa di Sant’Eustachio; sorta, secondo la tradizione, sui resti del tempio romano di Giove verso il XII secolo, la chiesa attuale risale alla ricostruzione post sisma del 1706 ed ha aspetto prevalentemente barocco. Conserva al suo interno notevoli opere d’arte (sec. XIV – XVIII) e un coro ligneo intagliato dell’artista Pecorari di Rivisondoli (sec. XVII-XVIII).

Chiesa di San Rocco; probabilmente edificata nel XVI secolo, è frutto della ricostruzione dopo la pestilenza che colpì Campo di Giove, quando iniziò a diffondersi in Abruzzo il culto di San Rocco, protettore del morbo.

…insomma, un borgo da vivere in ogni stagione dell’anno!

Palazzo Nanni (XVII – XVIII sec.) in piazza Duval – questa foto si trova su Wikimedia Commons

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Pubblicato da Sara Di Censo

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